domenica 23 aprile 2017

Fiorentina 5 Inter 4 - 22 aprile 2017


Samir HANDANOVIC 6 – Nel secondo tempo, preso dallo sconforto, decide di smettere; nel finale arrembante, "rischia" anche il gol del pareggio. La partita svolta in negativo quando interrompe la serie dei miracoli.

Danilo D’AMBROSIO 4,5 – Un rigore a partita (per l'avversario di turno, non sempre fischiato) è la tassa interista della primavera 2017. Gioca sempre con regolarità perché le alternative a lui sono - ove possibile - anche peggiori.

Gary MEDEL 4 – Siamo sicuri che sia meglio di Murillo? Il pitbull non morde e Babacar lo addomestica facilmente. Brutto segno se quando il gioco si fa duro i duri smettono di giocare.

MIRANDA 4,5 - Se questo è il capitano del Brasile si capiscono tante cose della normalizzazione carioca. In affanno anche quando deve liberare l'area spedendo la sfera regolarmente in tribuna. Nel primo tempo costringe Handa ad una paratona grazie ad una improvvida conclusione nella propria porta.

Yuto NAGATOMO 4 - E all'Inter dal gennaio 2011, e la sua permanenza in nerazzurra (ancora da titolare) rappresenta la nuova aurea mediocritas post Triplete. Non ha mai avuto i mezzi fisici e tecnici per fare il terzino, e si vede.

EDER 6 – Entrando a metà ripresa spesso incide sulla manovra offensiva della squadra, inutili le riflessioni sul fatto che non giochi di più: vittima di Pioli (che avrà l'estate libera da impegni interisti) e del suo nichilismo tattico.

Roberto GAGLIARDINI 4 – Da quando va allo Stadium a vedere la Juve e mette i like sui post dei giocatori bianconeri si è improvvisamente imbrocchito: un caso certamente, tuttavia non è con queste prestazioni che si palesa l'attaccamento alla maglia.

Geoffrey KONDOGBIA 4 - Con l'arrivo del tecnico parmense sembrava essere ritornato in possesso delle sue enorme qualità tecniche. Sembrava.

Marcelo BROZOVIC 6 – Il figliol prodigo croato appare rianimare la partita, solo una respinta di Astori a porta vuota sulla linea nega al minuto 93 il giusto 5-5 finale.

Antonio CANDREVA 6 - Il "crossatore" seriale fa il suo ma non basta; il tridente con Maurito e Ivan il Terribile è la base di partenza per la prossima stagione.

JOAO MARIO 6 – Mister 40 milioni prova a organizzare il gioco, e ci riesce pure. Finché la difesa è in balia dei flutti, le sue geometrie risultano inutili ai fini del risultato. Non è colpa sua se i 4 dietro sono la banda del buco.

Ivan PERISIC 6,5 – Sontuoso e spietato sotto porta, è costretto spesso a scalare da terzino per tamponare l'emorragia degli avanti viola. Canta e porta la croce come di più non potrebbe.

Mauro ICARDI 7 - L'autentico fuoriclasse di casa Inter bagna la trasferta a Firenze con una tripletta, inutile per chi predica quasi nel deserto. Sarà duro trattenerlo in nerazzurro, salvo l'auspicabile potenza economica della proprietà cinese.

L'arbitro Paolo Valeri 4 - Nega un rigore a Perisic, concede il gol del 5 a 2 in chiaro fuorigioco e blocca la rimonta interista con un recupero minimo. Al contrario di Orsato nel derby che concede 5 minuti di recupero ulteriori per consentire il pareggio del Milan.



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