martedì 7 marzo 2017

Closing milanista


L'ultima panzana di Silvio Berlusconi è che un anonimo gruppo asiatico avrebbe già versato fisicamente 200 milioni di euro di acconto per rilevare il Milan; la trattativa per il pagamento del resto si sarebbe arenata a causa del divieto imposto dal governo cinese sull'esportazione dei capitali.

Ora è noto anche ai non laureati con lode in economia alla Bocconi che non esistono investitori che buttano 200 milioni a fondo perduto, senza aver nulla in cambio; inoltre la Cina fa shopping in giro per il mondo con una certa facilità senza che le autorità dello stato sinico oppongano particolare resistenza. La manovra della proprietà Berlusconi mira soltanto a procrastinare la cessione del Milan e segue la pantomima del precedente tentativo dell'impiegato thailandese Mister B, naufragata nel senso del ridicolo.

Attualmente il club rossonero appartiene ancora alla famiglia B. per la volontà unilaterale di Silvio (e della figlia Barbara alla quale è stato ritagliato un ruolo ad hoc all'interno dell'organigramma rossonero). L'assenza di una visione strategica nella gestione tecnica ed economica del Milan non può che nuocere ai suoi risultati sportivi, quindi non ci si deve dolere di questa commedia ai limiti del surreale.

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