martedì 24 gennaio 2017

Buffon&Tagliavento


Un giocatore non può mettersi ad abbracciare così platealmente il direttore di gara. Il gesto affettuoso mina la figura dell'arbitro nella misura in cui presume la sua non terzietà. Il discorso vale per tutti i giocatori per i quali le giacchette nere dovrebbero avere un rapporto equidistante. Quindi nessuna eccezione neppure per Buffon, il fatto di aver vinto parecchio nel corso della sua lunga carriera non lo esime dal mantenere una distanza formale dai "fischietti".

Paolo Tagliavento, il giudice di gara cinto dal numero 1 della Juventus, è quello che nell'inverno del 2010 lasciò l'Inter in 9 uomini dopo 38 minuti del primo tempo (Mourinho reagì con il famoso gesto delle manette che gli costò qualche giornata di squalifica).

Inoltre, particolare non secondario, non è che storicamente i bianconeri di Torino si possano dolere più di tanto per le decisioni avverse degli arbitri nei loro confronti. Anzi.

In questo contesto il 38enne Gigi Buffon avvinghiato a Tagliavento non fa che alimentare quel fiume di polemiche tipico da chi con gli arbitri ha da sempre un rapporto speciale. A discapito della giustizia sportiva.






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