lunedì 5 dicembre 2016

NO 59,1%


Respingendo la riforma costituzionale targata Boschi, la maggioranza degli italiani ha fatto come quei mariti che si tagliano i maroni pensando di far dispetto alle mogli.

Il voto NO ha avuto certamente una motivazione politica: ha prevalso più la critica verso il governo Renzi che la volontà di ammodernare l'assetto istituzionale depotenziando il Senato della Repubblica per rottamare il bicameralismo perfetto, che di fatto blocca l'azione del Parlamento stesso.

Nel convincere l'elettorato è risultata sterile pure la motivazione anti-casta della riduzione dei costi della politica e della soppressione del CNEL (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro), a meno che non vi sia stata un latente innamoramento per codesta inutile istituzione, di cui l'italiano medio ignorava l'esistenza e i suoi compiti fino ad un mese fa.

Gli schieramenti a favore del NO sono risultati maggioritari, sicché il Presidente del Consiglio ne ha preso atto rassegnando le dimissioni già questa notte. I vari Salvini, Grillo, Meloni e Berlusconi (l'accozzaglia eterogenea che ha affossato il referendum) ora ha tutto il tempo di organizzare la campagna elettorale assistendo nel contempo allo sfacelo tipico e tradizionale del prossimo governo tecnico: i danni arrecati al Paese dai vari Mario Monti della situazione sono e saranno incalcolabili.

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