martedì 5 aprile 2016

040516


L'Inter non è certo a livello di un Milan che ha un solo punto di vantaggio sulla settima in campionato, ultima posizione utile per accedere alle coppe europee. I nerazzurri, pur con 6 lunghezze di vantaggio dai cugini rossoneri, sono ben distanti dal terzo posto della Roma a +8. Il livello di soddisfazione minimo è rappresentato dal raggiungere la quarta piazza, così da qualificarsi nel tabellone principale dell'Europa League senza il fastidio di dover disputare turni preliminari di qualificazione estivi, rinunciando a remunerative partite amichevoli.

Lo scoglio principale per il salto di qualità è in ogni caso la permanenza o meno di Roberto Mancini in panchina. Il mister Mazzarri fece meglio di lui nella sua prima stagione (rispetto a quella attuale del tecnico marchigiano), e anche nel corso dell'anno passato il subentro nella gestione tecnica non migliorò la media punti.

La sconfitta casalinga contro il Toro, al netto dell'ingiustizia arbitrale del rigore più espulsione di Nagatomo, mostra la proverbiale insipienza del Mancio: Davidino Santon, inspiegabilmente titolare dopo un mese di assenza, è risultato una delle cause principali che hanno determinato il risultato finale.

Una parziale consolazione è rappresentata dal mercato in uscita della terza squadra di Milano: dall'inizio del 2016, i soli El Shaarawy, Suso e Cerci hanno fatto gli stessi gol di tutto il Milan.

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