venerdì 5 giugno 2015

Le cassiere del Carrefour (di Assago)


Sono scazzate, di solito il cliente che posa sul rullo le proprie merci per pagarle è quasi un disturbo all'attività prevalente di ciciaramento che hanno instaurato con le vicine (o i vicini) di posto alle casse. E infatti sono spesso così distratte dai loro dialoghi socratici dal dimenticarsi di proporre al cliente la promozione commerciale del momento che hanno maturato con l'ultima spesa (in questo periodo i buoni da 5 o 10 euro da spendere sui futuri acquisti dal 18 al 30 giugno). 
Però meglio queste impiegate spontanee, preferibili rispetto alle derelitte di Esselunga (di Buccinasco) o Gigante (di Cascina Venina); magari si dimenticano di qualcosa ma [al Carrefour] danno un occhio ai prodotti in scadenza di cui passano i codice a barre per battere il prezzo o ti consegnano un sacchetto per custodire il pesce fresco, che impuzzerebbe il sacchetto della spesa. 
E mi è capitato che [mi] si dispensassero - non richiesti - utili consigli: del tipo "non prendere quelle pesche che costano tanto e non sono buone (meglio quelle lì che sono pure meno care)", "le pile ricaricabili di questa marca non valgono il loro prezzo perché non durano quanto c'è scritto su (piglia queste qui)" oppure "ti consiglio questo pesce perché è pescato, ha poche lische e costa anche molto meno di quello che volevi prendere tu". 
La leggerezza dei lavoratori dell'Iper Carrefour di Assago Milanofiori quindi è un prezzo da pagare a fronte dell'umanità e della spontaneità che più o meno volontariamente esprimono. Poi, se uno preferisce l'irreggimentato atteggiamento inquadrato dei dipendenti Esselunga può tranquillamente rifornirsi presso questa altra catena di vendita, io preferisco le persone ai robot.

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