martedì 28 aprile 2015

Se vado all'Expo


Giunto alla sede di Expo (30 euro di biglietto) con la metropolitana (5 euro) entro attraverso l'ingresso Ovest Fiorenza e vengo subito accolto dai famosi stand espositivi che celebrano il cibo del mondo per nutrire il pianeta quale energia della vita
Il primo padiglione che incontro percorrendo il Decumano è quello di Intesa San Paolo (un piccolo istituto di credito), seguito da Caritas (che il cibo lo distribuisce o potrebbe farlo), OVS (quello dei vestiti), la Veneranda Fabbrica del Duomo (con i famosi dolci a forma di guglia) e Casa Algida (patria indiscussa dei gelati artigianali). Poi cominciano gli spazi degli stati: Irlanda (carne bovina e birra) e Repubblica Ceca (solo birra) seguiti da Bahrain (posto famoso per l'arte culinaria), Nepal (immagino più mesto di altri) e Belgio (l'inutile Belgio). Si arriva finalmente al termine del primo rione con il palazzo dell'ENEL (gas e luce compresi). Solo a scrivere questo elenco mi è passata da voglia di buttare 100 carte a testa (il mangiare e il bere suppongo si pagherà a caro prezzo).

Spero che la manifestazione non sia un flop e che ci siano quei 20 milioni e rotti di umani previsti dagli organizzatori. E che il mio punto di vista non sia condiviso e risulti ampiamente minoritario.




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