lunedì 23 marzo 2015

L'etnologo Mancini


Dopo aver devastato l'Inter, all'indomani dell'ennesima sconfitta (questa volta decisiva rispetto alla mancata qualificazione nelle coppe europee) Roberto Mancini non solo parla ma seguita nel dimostrare tutta la sua proverbiale insipienza.


Nazionale, Mancini: "In azzurro solo gli italiani: no agli oriundi"

"Penso che un giocatore italiano meriti di giocare in nazionale, mentre chi non è nato in Italia, anche se ha dei parenti, credo non lo meriti. E' la mia opinione"


Un'affermazione quella sua che fa apprezzare addirittura le parole di un Tavecchio qualsiasi sul fatto che "Se uno ha la cittadinanza italiana, può giocare in Nazionale. Il discorso è chiuso"; il Mancio dovrebbe telefonare a Claudio Gentile (il terzinaccio che ha annullato Maradona e Zico al Mundiale '82) per chiedergli dov'è nato oppure scrivere una mail a Simone Perrotta (titolare in tutte le gare disputate nella Coppa del Mondo 2006) per informarsi sul luogo dove questi è venuto al mondo.

RM ha forse ragione nel merito della sua affermazione (le nazionali che fanno campagna acquisti "comprando" i giocatori regalando loro la cittadinanza in base all'albero genealogico) ma al solito si esprime male. Difetto che si ritrova anche nella conduzione tecnica delle squadre che gli fanno disgraziatamente allenare.

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti NON vengono pubblicati subito.