giovedì 11 dicembre 2014

In lode della EL


Per le squadre italiane è ora di iniziare a credere all'Europa League, snobbata dalle formazioni dello Stivale fin dalla sua istituzione. Perché da punti validi per il coefficiente UEFA utile per l'attribuzione degli introiti da diritti televisivi, perché la squadra vincitrice si qualifica ai preliminari di Champions, perché ha una formula agile nella prima fase a gironi e una seconda parte più intensa dai sedicesimi di finale, perché banalmente è un titolo continentale e per tutte le squadre italiane è l'unico accessibile. E dato che Juventus (la quale attende in primavera un avversario che la estrometta dalla CL) e Roma (che si era illusa di essere forte ma l'1-7 contro il Bayern l'ha riportata alla realtà) monopolizzano e monopolizzeranno le prime posizioni del campionato italiano e non si può pensare che l'unico obiettivo percorribile sia rappresentato dalla Coppa Italia, la cui vincitrice gioca al massimo 5 partite in una stagione per aggiudicarsi il trofeo.

Insomma accettare di competere fino al termine per il secondo trofeo europeo deve entrare a far parte della mentalità nazionale e dalla fase ad eliminazione diretta in poi è necessario iniziare a credere che le partite del giovedì non siano amichevoli internazionali a sorteggio, riservando magari il turnover al campionato.




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