domenica 30 novembre 2014

LIUZZI Mirella - M5S


Che il Movimento SoCiale 5 $telle stia implodendo un po' deve dispiacere a tutti gli umani dotati di intelletto e senso dell'umorismo (i grillini, pur avendo un comico come presidente, non ce l'hanno).

Sulla pagina Facebook della cittadina Mirella Liuzzi, in cui giganteggia l'immagine "Stop trivellazioni" (!!), leggo che difende Beppe dall'accusa di far soldi con il [sacro] blog. La signorina non sa che due terzi degli introiti per i click sugli Adsense (modalità con cui vengono conteggiati i costi della pubblicità) rimane all'editore, ovvero al povero Peppe. 

La devozione per il capo gioca quindi brutti scherzi, oppure la portavoce lucana teme di venire epurata anche lei e vuole mettere una buona parola per invocare la clemenza dello staff guidato dai Casaleggio. Il disegno di legge per depotenziare il diritto d'autore, di cui lei è prima firmataria, se approvato renderebbe liberamente scaricabili dalla rete i DVD di Grillo, la qual cosa non credo sia simpatica. La vendita di contenuti editoriali è la seconda fonte di reddito per lo statista genovese, dopo la fatturazione della pubblicità sul sito.

Entrando in Parlamento la dott.sa Liuzzi ha fatto tombola passando da un reddito imponibile di € 114,00 dichiarato all'Agenzia delle Entrate nel 2013 a € 78.229,76 dichiarati quest'anno. 


http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/dichiarazione_patrimoniale/files/000/000/167/2013.pdf

http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/dichiarazione_patrimoniale/files/000/001/045/2014.pdf


2) Altra cosa che è stata letta in modo fuorviate secondo il mio parere, è che a Beppe interesserebbero solo i CLICK. Ogni volta in Parlamento mi sgolo per far capire questa cosa.
Le campagne pubblicitarie attuate da Google piuttosto che da Facebook, non portano liquidità o soldi a palate come si è soliti pensare a chi le commissiona, ma servono alle aziende per far conoscere i propri contenuti e sponsorizzare il proprio sito internet. Chi guadagna in tutto ciò, sono sostanzialmente quelli che offrono il servizio, al limite, quindi Google e company. 
Se non sbaglio, al Movimento 5 Stelle è sempre importato fare informazione e attuare quel cambio culturale e perché no, anche accrescere il proprio consenso elettorale.
Beppe ha sottolineato proprio questo, che nonostante l'astensionismo, tantissimi ci continuino a seguire in rete. Questa è la mia personalissima chiave di lettura, non fuorviata da intenti vendicativi. 







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