venerdì 24 ottobre 2014

MM e WM

Torno a parlare di calcio dopo un mese di silenzio stampa causato dal disgusto per le prestazioni e l'assenza di gioco della Beneamata. Ieri Moratti Sr. si è dimesso da presidente onorario dell'Inter unitamente ai 3 componenti del CdA che facevano riferimento a lui. Si è chiusa un'epoca cominciata nel febbraio 1995 che è culminata nell'anno del Triplete: MM ha vinto complessivamente 18 titoli. Un presidente interista fino al midollo che ha portato i suoi nerazzurri sul tetto del mondo. Le storie d'amore, anche le più belle, possono terminare e le difficoltà economiche dell'azienda di famiglia hanno interrotto il flusso economico che ha finanziato le casse societarie per 18 anni. Ieri durante la consueta prestazione scialba contro il Saint-Étienne, la Curva Nord e il resto dello stadio hanno ignorato questa storica vicenda: evidentemente la riconoscenza e la gratitudine non appartengono ai tifosi meno assennati.

L'elemento scatenante sulle dimissioni morattiane è scaturito da un'affermazione di Walter Mazzarri durante la conferenza stampa di 2 giorni fa in cui ha trattato con sufficienza l'ex presidente: è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sua pazienza e ha preferito andarsene piuttosto che subire la pubblica umiliazione nel silenzio di Thohir e dei suoi collaboratori.

Mazzarri, forte del contratto in scadenza a giugno 2016, si può permettere di blaterare e/o di continuare a far giocare male la sua squadra. Ma la colpa non è sua ma di chi lo ha messo in panchina e gli ha prolungato l'ingaggio. Come disponesse i giocatori in campo si sapeva (dai tempi della Reggina utilizza unicamente il modulo 3-5-2), che non fosse in grado di gestire il turnover e non valorizzasse i giovani pure. A meno di tragici risultati sportivi, tocca tenerci il "Profeta di San Vincenzo", la nuova dirigenza è attenta al bilancio e non la si può biasimare per questo. In caso di esonero, auspico un forte cambiamento di rotta con l'ingaggio di un interista vero come Walter Zenga, che quantomeno porterebbe entusiasmo e linfa nuova, sulla falsariga di Inzaghi al Milan o di Pozzecco alla Pallacanestro Varese.  

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