sabato 13 settembre 2014

Regolamento comunale Milano


Le amministrazioni comunali italiane si annoiano (alcune) oppure hanno una pazza voglia di produrre regolamenti, non importa se dall'efficacia pleonastica. A Milano la giunta capitanata da Pisapia sta approntando una nuova disciplina che interessa gli animali presenti sul territorio che egli fortuitamente governa. 

Le nuove direttive indicano indirizzi precisi per i crostacei serviti morti nei ristoranti, vietano i fuochi d'artificio (quando i quartieri periferici della città intorno a San Silvestro si trasformano in Sarajevo ci si manda i vigili a dissuadere l'utilizzo di aggeggi pirotecnici?) e consentiranno ai quadrupedi di accedere ai luoghi pubblici come le chiese (cosicchè non si possa più dire che non li frequenta neanche un cane). Pisapia, fortemente colpito dalla solitudine dei pesci rossi, ha deciso che negli acquari ci devono essere almeno due speci ittiche omogenee, altrimenti l'eremita lo si impana e lo si frigge seduta stante.


MAI più aragoste vive in ghiacciaia al ristorante, il divieto (solo teorico) al circo con animali e la messa al bando dei petardi. Ancora: l’obbligo a tenere negli acquari almeno due pesci rossi, in quanto «animali sociali», e il dovere da parte dei gestori dei «luoghi di pubblico accesso» a consentire l’ingresso ai cani. Comprese le chiese. Sono i punti della bozza di regolamento del Comune per la tutela degli animali, che si pronuncia contro la sperimentazione medica su animali e prevede il sequestro dei cani usati dagli accattoni per l’elemosina. 








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