sabato 8 febbraio 2014

Natura specifica della Santa Sede


Nessuna organizzazione dovrebbe evocare attenuanti laddove viene accusata a ragione di crimini sessuali contro l'infanzia. Se qualche migliaio (non 2 o 3) di preti cattolici si è reso responsabile di abusi contro minorenni, vuol dire che qualche problema nella struttura della Chiesa c'è, ed è estremamente grave che il portavoce del Papa - invece di preferire un vergognoso silenzio - invochi generiche giustificazioni.

La gestione di Papa Francesco, al di là del nuovo corso improntato alla simpatia e all'informalità delle sue apparizioni pubbliche, non è dissimile dall'omertà e dall'immobilismo di chi lo ha preceduto.



Preti pedofili: Vaticano, "Onu ascolta ong contrarie a Chiesa"


(AGI) - CdV, 7 feb. - "Non e' il caso di parlare di scontro fra le Nazioni Unite e il Vaticano". L'Onu e' "una realta' molto importante per l'umanita' di oggi" e "la Santa Sede ha dato sempre un forte supporto morale alla sua azione per la pace. Lo ha precisato il portavoce del Papa, padre Federico Lombardi, in una nota trasmessa dalla Radio Vaticana. Ma, ha chiarito il gesuita, il recente Rapporto del Comitato per i diritti del fanciullo sulle risposte della Santa Sede ai crimini commessi da ecclesiastici appare "anomalo, con gravi limiti e oltre le sue competenze". In passato, ricorda Lombardi, "le raccomandazioni formulate dal Comitato sono spesso piuttosto scarne e di peso relativo". "Senza volere attribuire alle Nazioni Unite quanto avvenuto, bisogna pur dire - sottolinea padre Lombardi - che nell'opinione comune le Nazioni Unite portano a loro volta le conseguenze negative di quanto compiuto, aldila' delle sue competenze, da un Comitato che ad esse si appella. Cerchiamo dunque di ritrovare il piano corretto dell'impegno per il bene dei bambini. Anche attraverso lo strumento della Convenzione". In merito, comunque, assicura il portavoce, "la Santa Sede non fara' mancare le sue risposte attente ed argomentate". In concreto, le Osservazioni del Comitato Onu, spiega padre Lombardi, "non hanno tenuto conto adeguato delle risposte, sia scritte, sia orali, date dai rappresentanti della Santa Sede". Chi ha letto e ascoltato queste risposte non ne trova riflessi proporzionati nel documento del Comitato, tanto da far pensare che esso fosse praticamente gia' scritto o perlomeno nettamente impostato prima dell'audizione". In particolare, "sembra grave la non comprensione della natura specifica della Santa Sede".


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