martedì 18 febbraio 2014

Londra


Mai stato nella perfida Albione e in nessun altro Paese dove si parla la lingua inglese, con l'eccezione della gaelica Dublino, ciò nonostante incuriosisce questa città definita la più costosa del mondo dove una pinta di birra costa meno di un cappuccino (e meno di una spina in Italia), ci sono 6 squadre di calcio che giocano nel massimo campionato (molti derby) e dove la nazionalità anglo-sassone è solo una delle tante che la popolano.


INGLESI «I Romani giunsero dapprima sotto la guida di Giulio Cesare. Insieme a loro arrivarono tutti i popoli riuniti sotto quel nome. Galli, Greci, Lombardi e, se non m’inganno, ausiliari e schiavi di ogni provenienza… Da questa folla anfibia e senza pretese nacque un personaggio vanaglorioso e di cattivo carattere: l’inglese» (Daniel Defoe, The True-Born Englishman).

LERCIA Fino a quasi tutto il Diciannovesimo secolo a Londra era abitudine fare i bisogni per strada o gettarli dalle finestre. Il Tamigi era una grande fogna a cielo aperto. Il 1858 fu ricordato come l’anno della Great Stink (grande puzza): d’estate l’odoraccio fu così intenso da sconvolgere perfino l’attività politica (per consentire le sedute alla Camera dei Comuni furono appese alle finestre tende imbevute di cloruro di calcio). Un’epidemia di colera decimò la città. Allora si approvò il piano per la costruzione di una rete fognaria decente.






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