mercoledì 4 dicembre 2013

Ordinanze contro la prostituzione


Lo Stato italiano ipocrita vieta l'esercizio regolamentato della prostituzione in maniera legale ma consente che le persone che comunque esercitano questo mestiere siano sfruttate. Uno dei problemi che origina questa situazione è che in ogni caso esiste un mercato del sesso a pagamento che si concentra all'aperto e in alcune zone: vige la regola "Not In My Back Yard" (non vicino a casa mia) in cui i singoli Comuni cercano di produrre fantasiose ordinanze sindacali per spostare questo mercimonio in altro luogo. Nel caso di Trezzano sul Naviglio (MI) se i residenti volessero usufruire del servizio non sarebbero sanzionabili.


Trezzano, "divieto di fermata" per contrastare la prostituzione


In un parcheggio in cui stazionano le prostitute (in auto) oltre ai camionisti (a dormire): ennesimo esempio di politiche fallimentari dei comuni sull'argomento

Un cartello col divieto di fermata in un parcheggio, "escluso i residenti", in una zona in cui di residenti ce ne sono davvero pochi. E' - in realtà - uno dei tanti tentativi con cui i comuni di tutta Italia cercano di limitare il fenomeno della prostituzione in strada. Siamo a Trezzano sul Naviglio, nell'hinterland sud-ovest di Milano. Un comune che - come i limitrofi Cesano Boscone e Corsico - combatte da anni una battaglia contro la prostituzione, in passato anche a suon di ordinanze: quelle ordinanze sperimentate anche a Milano nell'era Moratti, ma ormai in declino perché spesso considerate illegittime dai Tar. Anche se a Rho, per esempio, se n'è parlato nell'estate 2013. (fonte)

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