martedì 17 dicembre 2013

Il conflitto d'interesse di Beppe Grillo


Beppe Grillo da quando ha deciso di interrompere il mestiere di comico per intraprendere la carriera politica ha modificato la struttura delle sue entrate economiche. Non campa più sugli introiti dei botteghini dei suoi spettacoli ma sui ricavi provenienti dal suo sito internet omonimo. Le fonti dei suoi nuovi guadagni sono le pubblicità esposte sulle pagine web (gestite dal circuito degli AdSense di Google) e le vendite dei prodotti del suo merchandising (attraverso Amazon). Ambedue questi fornitori fatturano nella Repubblica d'Irlanda secondo la legislazione fiscale del luogo, che è molto più bassa di quella italiana. Non è un reato finanziario ma qualcosa che attualmente è del tutto lecito. In Parlamento si discute una proposta di legge denominata "webtax" che punta all'eliminazione di questa anomalia. 

Il conflitto d'interesse di quelli che scendono in politica per tutelare le proprie finanza personali non riguarda evidentemente solo l'ex premier Silvio Berlusconi e il geometra Grillo non vuole essere da meno. IlSole24Ore stima che il dominio beppegrillo.it fatturi annualmente tra i 5 e i 10 milioni di euro: se invece di una comoda tassazione del 10% fosse costretto a pagarne almeno il triplo - cosa che fanno gli imprenditori onesti che operano nel nostro Paese - l'esborso sarebbe dell'ordine dei milioni di euro. E' pacifico quindi che il capo politico dei 5 Stelle sia preoccupato per il suo futuro e che strepiti utilizzando il suo MoVimento per perseguire i propri interessi. E' meno normale che i suoi elettori/fan starnazzino per difendere il loro Megafono. Gli argomenti pretestuosi addotti da Grillo sulla limitazione della libertà di internet causata da una legge che impedisca l'elusione fiscale potrebbero essere compresi solo da elettori grillini con un'età mentale superiore all'adolescenza.

Inoltre il blogger @RebelEkonomist sul suo sito segnala che l'articolo del blog grillesco che "denuncia" l'ingiustizia della webtax sarebbe stato copiato di sana pianta. Ci si interroga sulla professionalità di chi scrive sul sito ufficiale di uno dei 3 principali partiti italiani che non riesce neanche a scrivere contenuti editoriali originali ma che è costretto ad esercitare la poco nobile arte del copia ed incolla.


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