martedì 24 dicembre 2013

Coreografie vietate


Più che parlare del gol capolavoro di Palacio che ha deciso il derby di Milano (o dell'ostinata astinenza da rigori assegnati all'Inter, a secco da più di 6 mesi), domenica sera la stracittadina della Madonnnina si è giocata senza le coreografie delle curve. Questo perché la Questura non ha autorizzato l'ingresso in San Siro del materiale prodotto dalla Curva Sud. I dirimpettai nerazzurri, per solidarietà ai cugini, hanno rinunciato.

Il motivo dell'assenza delle mitiche scenografie pre-partita è presto detto. I tifosi milanisti, durante la mattinata della domenica della gara, si sono rifiutati di esporre alle forze del'ordine - secondo l'astruso obbligo di legge - il materiale per lo spettacolo (pioveva e l'asfalto era bagnato) e così è scattato in automatico il divieto di ingresso per gli striscioni.

In questo calcio MODERNO in cui è stata introdotta la Tessera del Tifoso per scoraggiare la frequentazione degli stadi e laddove le TV a pagamento determinano orari assurdi che desertificano gli impianti sportivi a favore del pubblico da salotto, anche la Questura ha voluto esercitare un proprio contributo per ammazzare lo spettacolo del calcio. Che come tutti gli eventi, si vive al meglio godendolo DAL VIVO. Quello che è sfuggito al legislatore e ai concessionari televisivi è che uno spettacolo venduto e trasmesso con gli spalti vuoti ha meno valore fiscale e commerciale. Non è un caso che in Inghilterra o Germania, dove gli spettatori non sono considerati un intralcio, il prodotto "calcio" sia economicamente appetibile e che il business e la burocrazia non abbiano ammazzato lo spettacolo del calcio.





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