domenica 10 novembre 2013

Roma caput mundi


Ritengo la Roma storicamente afflitta dalla "sindrome da termosifone", ovvero che in primavera spenga il suo entusiasmo sportivo per perseguire i suoi consueti e tradizionali piazzamenti anonimi. Del resto se nei suoi 86 anni di storia ha vinto solo 3 scudetti - soprassedendo sulle condizioni eccezionali che gliel'hanno consentito - una motivazione strutturale ci deve pur essere (che le squadre della città capitale di uno stato abbiano vinto congiuntamente solo 5 campionati è un record tutto italiano). 

Nella presente stagione rischia pure di stabilire un nuovo record da Guinness dei Primati: ovvero diventare l'unica squadra di calcio al mondo a non riuscire a vincere la classifica finale pur avendo vinto le prime 10 gare del suo campionato: i 2 pareggi consecutivi con il Torino fuori casa (che oggi ha preso sonore papagne in terra sarda) e contro il Sassuolo all'Olimpico (sconfitto a domicilio 7 a 0 dall'Inter un mese e mezzo fa) rischiano di suonare come un pericoloso campanello d'allarme. 

L'entusiamo che si vive nell'Urbe capitolina ha già bruciato parecchie squadre potenzialmente vincenti. L'ultimo caso emblematico di suicidio sportivo si è verificato nella stagione 2009/2010 quando i giallorossi buttarono al vento uno scudetto già vinto perdendo 2 a 1 in casa contro la Sampdoria di Pazzini

Capitolo Milan: buon pareggio esterno contro una diretta concorrente per la salvezza (il Chievo), i punti di vantaggio sulla soglia retrocessione sono ancora 4 e, con questa media consolidata di un punto a partita, quota 40 verrà facilmente raggiunta, e con essa la possibile permanenza in Serie A. In attesa che la nuova gestione manageriale di Barbara Berlusconi distrugga definitivamente la società rossonera.

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