giovedì 21 novembre 2013

A Olbia ventuno condoni in meno di quarant'anni


Chi ha costruito la propria abitazione in prossimità del greto di un fiume pensava di essere furbo, avendo anche trovato l'appoggio dello Stato che ne ha regolarizzato l'esistenza. 

In meno di quarant'anni a Olbia ci sono stati 21 «piani di risanamento». Tutti condoni. «Olbia è una città nata senza regole» ammette l’assessore alla Protezione civile Ivana Russo. «Il problema si chiama Puc, Piano urbanistico comunale: su questo noi abbiamo fatto e vinto la campagna elettorale». Ventuno piani di risanamento significano di fatto 21 sanatorie: praticamente quasi tutta Olbia era abusiva ed è stata sanata. Spiega Russo: «Abbiamo le mani legate perché la gente ha pagato gli oneri di urbanizzazione e ora è a posto per la legge. Nonostante le case siano costruite a 15 metri dai canali, sopra i letti dei fiumi, in punti dove sono secoli che esondano i torrenti, sono in regola. Per noi, che si allaghi tutto in caso di pioggia, è ordinaria amministrazione». Servono interventi strutturali. Come farli? Risponde Russo: «Pur in presenza di 50 milioni di attivo, non possiamo toccarli per colpa del patto di stabilità. Vogliamo utilizzare i nostri soldi per mettere in sicurezza il territorio, ma non possiamo spendere e così da Comune virtuoso rischiamo di diventare comune del terzo mondo».





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