domenica 20 ottobre 2013

Stadi vuoti


Mentre, malgrado la perdurante crisi economica, gli stadi inglesi, francesi, tedeschi e spagnoli registrano il massimo di presenze di spettatori, in Italia si è fatto di tutto perché i tifosi stessero a casa. Certo alcune cause sono legate alla fatiscenza della maggior parte degli impianti (molti scoperti o con l'inutile pista di atletica tra le tribune e il campo) e all'elevato costo dei biglietti, ma lo Stato ha aiutato molto a desertificare. Ieri la Curva Sud del Milan, che non è esattamente un consesso di premi Nobel per l'Economia, ha esposto uno striscione con il seguente testo. Se l'hanno capito dei trogloditi rossoneri, significa che chi ha inventato tutte queste limitazioni non solo non amava il calcio, ma anzi voleva distruggere il gioco più bello del mondo. I principali responsabili hanno due nomi e due cognomi: Roberto Maroni e Giovanna Melandri.  

«Calcio spezzatino, caro biglietto, tessera del tifoso, trafile in banca, stadi fatiscenti, biglietti nominali, limitazioni regionali, tornelli, sfottò censurati, tamburi e megafoni vietati: eh già, gli stadi sono vuoti proprio per colpa degli ultrà» (corriere)

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