giovedì 27 giugno 2013

Il Non-Governo Letta (2)


Il Governo del pisano nipote di Gianni Letta sta passando da inutile e fastidioso a fatalmente dannoso. Per procrastinare di 3 mesi un punto di aumento dell'IVA - provvedimento di per sé folle perché rischia di generare un'ulteriore contrazione del gettito complessivo dell'imposta indiretta - viene incrementata la pressione fiscale sui ceti produttivi anticipando il versamento di IRPEF, IRES e IRAP. E nessun accenno a tagli di spesa, come se la struttura complessiva delle varie voci dei conti dello stato fossero economicamente perfette, o al recupero dell'evasione fiscale. Tutto questo è folle o forse lo è ancora di più il Partito Democratico che ha la responsabilità politica di questa manovra.

Slitta l'aumento Iva, ma acconti al 110%

Il governo blocca il rincaro al 22%. Crescono i versamenti di novembre per Irpef, Ires e Irap


ROMA - Stop all'aumento dell'Iva dal 21 al 22% fino a ottobre. La decisione è stata presa definitivamente ieri dal consiglio dei Ministri. La copertura del provvedimento, che costa un miliardo, è stata trovata più che raddoppiando la tassa sulle sigarette elettroniche (forse dal 2014), aumentando alcune accise e anticipando il saldo di alcune imposte: Irpef, Ires e Irap e gli acconti dovuti dagli istituti di credito sulle ritenute nel 2013. Niente tagli di spesa che invece andranno a finanziare le misure che saranno prese nei prossimi 15 giorni.

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