martedì 14 maggio 2013

Uccisi dall'indifferenza


Prima di colpire mortalmente tre persone, Adam Kabobo aveva aggredito quattro persone, nessuna della quali ha chiamato il 112 per segnalare che ci fosse in giro questo pericoloso cittadino. Se solo uno di loro lo avesse fatto, Polizia e Carabinieri probabilmente sarebbe riuscito a fermarlo e tre individui sarebbero ancora vivi.


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MILANO Un'ora abbondante. Tra le 5 e le 6. Con un passaggio chiave: in quell'ora Mada Kabobo, killer di Niguarda, passa da aggressore minaccioso (con in mano una spranga), a killer invasato (che colpisce e uccide con un piccone). L'ossessione omicida degenera e si autoalimenta con i primi tre attacchi, quelli che non hanno avuto conseguenze gravi. In quel lasso di tempo, forse, Kabobo poteva essere fermato. Bastava prendere un cellulare e premere i tasti: 1-1-2. Le «gazzelle» dei carabinieri sarebbero arrivate in zona cercando un ragazzo di colore con una maglietta grigia e un bastone, o un piccone, in mano. Ma le prime tre vittime, per loro stessa ammissione, ognuna con una storia e una motivazione diverse, non l'hanno fatto. Perché?



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