martedì 7 maggio 2013

La balla di Expo 2015

In un momento di crisi economica di sistema, l'Italia e la città di Milano hanno deciso di onorare l'impegno di organizzare l'Esposizione Universale. Le varie istituzioni che hanno finanziato il progetto sono convinte che Expo 2015 chiuderà non solo in pareggio tra ricavi e costi previsti ma genererà una serie di esternalità positive: 200mila posti di lavori connessi ai 6 mesi di durata della manifestazione, che si terrà tra il primo maggio 2015 e il 31 ottobre dello stesso anno.


La voce di entrata maggiore sarebbe costituita da un introito di 456 milioni legato alla vendita dei biglietti di ingresso pagati dai 20 milioni di visitatori previsti: il costo medio del biglietto sarebbe quindi € 22,80. Questa mi sembra la c*****a principale su cui si poggiano i preventivi di entrata. Credo che non si arriverà neanche alla metà delle presenze previste; intanto si costruisce un enorme nuova fiera temporanea nell'area tra Rho, Pero e Milano. Oppure la fantastica "via d'acqua" tra la stazione ferroviaria di San Cristoforo e l'Expo, un nuovo naviglio che attraverserebbe la città per consentire la navigazione verso il Naviglio Grande (non è una battuta, questo progetto da completarsi entro due anni è pubblicato sul sito ufficiale del Comune di Milano).



E' stato anche effettuato un sondaggio evidentemente farlocco in cui tre milanesi su quattro riterrebbero che l'Expo sarà un'occasione per il rilancio dell'economia e dell'occupazione.


L'esperienza di Saragozza, che ha ospitato l'evento nel 2008, non è stata positiva.


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