martedì 7 maggio 2013

Grasso che cola dal PD



Pochi giorni dopo aver tributato il giusto omaggio al senatore a vita Emilio Colombo, il presidente del Senato Pietro Grasso si accorge di essere stato eletto a Palazzo Madama nel Partito Democratico e - coerentemente - spara una minchiata affermando che si può fare a meno dei senatori a vita. Visto che i suoi colleghi al Senato sono 317 e che quelli che hanno una nomina vitalizia sono ben 3, si comprende in maniera piuttosto facile come lo 0,94% che siede in questo ramo del Parlamento - perchè ex Presidente della Repubblica (Carlo Azeglio Ciampi) oppure per meriti (Mario Monti e lo stesso E. Colombo) - non costituisca una minaccia per la democrazia ma anzi rappresenti quell'eccezione che conferma la regola che, al limite, nobilita le forme della Repubblica.

Il buon Grasso dovrebbe anche ricordare che la figura dei senatori non eletti tramite consultazione elettorale non è solo un retaggio dello stato sabaudo, in cui il monarca di turno nominava direttamente tutti i senatori del Regno, ma è pure parte integrante della Costituzione della Repubblica Italiana che lui, essendo stato magistrato fino all'altro giorno, dovrebbe conoscere per sommi capi abbastanza bene, meglio del grillino di turno che con questa dichiarazione ha cercato di corteggiare.

Inoltre, questa esternazione espressa l'indomani della morte del senatore a vita Giulio Andreotti denota anche una sensibilità istituzionale decisamente spiccata.


SENATORI A VITA - Grasso poi tenta di appoggiare anche le istanze di chi, come il Movimento 5 stelle, vuole un significativo rinnovamento dell'accesso alla politica. E così spiega: «Per quanto mi riguarda dei senatori a vita se ne può fare a meno, si può eliminare questa nomina». (corriere)


Articolo 59, Costituzione 
È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica. Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.


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