lunedì 4 febbraio 2013

La coscienza di Zeman


Nel mondo del calcio, come nel resto della vita, non c'è posto per l'immaginazione e per i visionari, che vengono stroncati senza neanche che le loro migliorative ipotesi siano verificate nella loro efficacia attraverso un periodo di osservazione ragionevole. Dopo soli 5 mesi di contratto, Zdenek Zeman è stato esonerato e non è più l'allenatore della Roma. Il tecnico boemo non è riuscito a portare a termine il suo progetto poiché i risultati sportivi non gli hanno arriso. Nella scorsa stagione il suo collega Luis Enrique poté almeno terminare il campionato pur in presenza di risultati deludenti assolutamente comparabili a quelli del tecnico della Repubblica Ceca (un punto in meno in classifica della gestione del tecnico catalano). E' questa la colpa della Roma, non aver dato modo a Zeman i tempi fisiologici necessari per perfezionare il suo progetto.

Z. o lo si ama o lo si odia. Propugna ormai da 40 anni un modulo di gioco originale e ancora innovativo basato sul 4-3-3 dove la sua squadra non smette mai di attaccare, offendendo senza soluzione di continuità. Neanche se vince 2 a 0 in casa (è successo), per ritrovarsi alla fine della gara sotto per 2 a 3 avendo preso dei gol in contropiede quando appunto si trovava in vantaggio nel risultato. Ma questo è l'idealista Zeman, uno che cerca di vincere non smettendo mai di produrre spettacolo, lui è così da sempre. Per questo non ha avuto alcun senso il suo licenziamento visto che il suo caratteristico approccio tattico era risaputo, non certo una novità.

Zeman rimane uno dei miei allenatori preferiti, senza "se" e senza "ma". Sono i rivoluzionari come lui coloro che cambiano lo status quo, non i baciapile che non portano comunque risultati, ma che fanno carriera perché hanno saputo tutelarsi: fantocci che ottengono i medesimi risultati ma che, essendo stati capaci di costruirsi un'immagine di sé più linda e ossequiosa, sopravvivono meglio delle persone concrete, coerenti e fiduciose dei propri mezzi. Zeman è un metafora della società, dove conta maggiormente apparire piuttosto che operare (o rischiare). Le aziende, non solo quelle sportive, sono popolate di incapaci conclamati ai loro vertici che hanno sviluppato la skill del saper sorridere al momento giusto, apprezzati da qualcuno che stima le doti di stupida docilità e cieca obbedienza. Zeman è uno che crede nelle sue idee e non investe in azioni di rappresentanza ed è per questo che il "sistema" lo ha perseguitato.




AS Roma SpA comunica di aver sollevato il Signor Zdenek Zeman dall'incarico di allenatore della Prima Squadra. La società ringrazia il Signor Zeman e i suoi collaboratori per la professionalità e la dedizione con cui hanno svolto il loro lavoro. La squadra è stata temporaneamente affidata al Signor Aurelio Andreazzoli.



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