mercoledì 16 gennaio 2013

Crisi del cinema


Nel 2012 il numero degli spettatori nei cinema italiani è diminuito del 10% rispetto all'anno precedente con una riduzione degli incassi dell'8%. Ricondurre questo decremento solo alla crisi economica o unicamente a quella del settore sarebbe un errore. Certo, il cinema come le altre industrie dell'intrattenimento, hanno risentito della riduzione dei redditi disponibili. Ma rispetto a 10 anni fa subisce la concorrenza delle televisioni a pagamento, che hanno trasmesso in prima visione il film campione di incassi "Benvenuti al Nord" solo dieci mesi dopo la sua uscita nelle sale. E poi c'è il download da internet, sistema un po' macchinoso ma sostanzialmente gratuito che ormai garantisce standard qualitativi degni dell'alta definizione delle pay tv

Il cinema come settima arte ha subito l'usura del tempo, mentre nelle periferie delle grandi città metropolitane sono cresciuti come funghi i multisala, con grandissima lungimiranza. 

Il declino del prodotto cinematografico appare un destino quasi ineluttabile che andrebbe affrontato prima di tutto avendone la consapevolezza, ovvero come non fa Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera di oggi a pagina 39, così da poter realisticamente gestire le politiche di contrasto.




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