giovedì 8 novembre 2012

Attenzione IKEA


L'azienda svedese IKEA Arredamenti si è imposta sul mercato italiano grazie allo stile e alla varietà del suo campionario venduto a prezzi abbordabili. A questo posizionamento sul mercato ha affiancato una politica di immagine riflettente i suoi valori genuini. Nelle ultime settimane ha licenziato un centinaio di facchini che operavano nei magazzini di Piacenza. Ritenendo ingiusto e illegittimo il loro allontanamento dal posto di lavoro, questi lavoratori hanno iniziato a protestare impedendo l'accesso alle struttura. IKEA invece di riassorbire questa forza lavoro, minaccia di effettuare altri licenziamenti.

C'è una cosa che però IKEA non ha calcolato, o forse ha solo sottovalutato. Questa situazione crea un notevole danno d'immagine all'azienda, che potrebbe portare al boicottaggio dell'acquisto dei suoi prodotti. Cara Ikea ti conviene sputtanare la tua immagine bella pulita mantenendo i tagli occupazionali e minacciandone altri? Quanto ti costerà in termini di comunicazione (pubblicità) recuperare l'ottima reputazione che il tuo brand fino ad oggi è riusciuta a conquistare?

Se IKEA pensa di comportarsi come Fiat Auto può tranquillamente emularla, ma l'azienda guidata da Marchionne punta chiaramente a mollare l'Italia sia come mercato che - soprattutto - come luogo di produzione. Non mi pare che IKEA abbia per il nostro Paese gli stessi progetti e la sua strategia deve essere necessariamente diversa.


08/11/2012 - IL BRACCIO DI FERRO DI FRONTE ALLA SEDE DI PIACENZA

Ikea minaccia 107 licenziamenti


L’azienda: i picchetti riducono il lavoro, siamo obbligati a tagliare gli addetti


PIACENZA
Voi bloccate gli accessi e noi tagliamo l’attività. Firmato Ikea di Piacenza, teatro da oltre due settimane delle proteste dei facchini culminate negli scontri con la polizia di venerdì scorso. Risultato parziale: cento lavoratori a casa in attesa che la tensione scenda.



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