mercoledì 17 ottobre 2012

Sulla convenienza della spesa nei supermercati


Nel numero di settembre 2012 LA rivista Altroconsumo mette a confronto i vari operatori della GDO per l'acquisto di un carrello standard di prodotti di marca. Sono stati analizzati 950 punti vendita sparsi in 61 province.
Altroconsumo è uno dei pochi mezzi di informazione neutro ed imparziale in quanto vive degli abbonamenti dei suoi iscritti (e non degli introiti derivati dalla vendita di spazi pubblicitari sulle sue pagine): quindi, al netto di potenziali osservazioni metodologiche, non soddisfa interessi diversi da quelli dei cittadini consumatori.

I risultati di questa indagine: a livello nazionale, tra l'insegna più conveniente (U2 Supermercato) e quella più costosa (Billa), c'è il 12% di differenza.
Per quanto riguarda l'area di Milano e provincia, il supermercato Esselunga situato in via Pitteri è quello dove si spende meno, seguito da tre U2 (via Trilussa, via Durazzo e via Vallazze), un altro Esselunga in via Lorenteggio, l'Iper dentro il Fiordaliso di Rozzano. Al settimo posto il "mio" Carrefour di Assago Milanofiori. I Billa e i Conad di Milano costano in media almeno il 10% in più per l'acquisto degli stessi prodotti.
Posso supporre che le ragioni della maggiore convenienza degli U2 (che una volta si chiamava Unes) siano legate ad una precisa strategia di marketing che li ha portati ad eliminare i volantini pubblicitari (quelli che intasano le caselle postali e gli spazi condominiali) e la raccolta punti (che fidelizza il cliente ma rappresenta per lui anche un costo). La U2 adduce alcune ragioni che possono apparire moraleggianti e di immagine (e che però possono aver avuto pure un ritorno economico): afferma infatti di aver anche ridotto i costi ottimizzando il consumo dell’energia usata per il regolare funzionamento dei suoi punti vendita e di aver diminuito l'uso della plastica e della carta dagli imballaggi e dalle confezioni dei prodotti della sua marca privata.




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