lunedì 29 ottobre 2012

Sicilia, Italia


La Sicilia è Italia ma in questa regione - a statuto autonomo - alcuni vizi nazionali sono amplificati. Da questa tornata elettorale l'esercizio del voto è stato possibile solo nella giornata di domenica (nel 2008 si poteva votare fino alle 14 del lunedì): aldilà delle analisi politiche, questa è la causa principale dell'aumento dell'astensionismo, passato dal 33% al 53%.
Lo spoglio dei voti non è avvenuto immediatamente dopo la chiusura dei seggi delle ore 22 della domenica, ma il giorno successivo (oggi) a partire dalle 8 del mattino. L'attività dei componenti del seggio elettorale in terra sicula è già molto febbrile e può dare fastidio andare a dormire alle ore piccole, meglio fare lo spoglio il giorno successivo, magari avendo avuto la serenità per fare colazione.
La legge elettorale che la Regione Sicilia si è data per comporre la propria Assemblea attribuisce dei premi di maggioranza che dovrebbero garantire l'ingovernabilità, ovvero che nessuna coalizione abbia la maggioranza assoluta del parlamentino: il legislatore ha ritenuto che, in presenza di una Giunta forte, il tasso di consociativismo e di entropia non avrebbero consentito quelle convergenze pelose che hanno caratterizzato la Giunta Lombardo - portandola alle dimissioni - e quella che l'aveva preceduta (guidata dal sen. Cuffaro che ora abita in un carcere essendo stato condannato in via definitiva a 8 anni di detenzione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e violazione del segreto istruttorio).



 In Sicilia si voterà col sistema proporzionale a turno unico con correttivo maggioritario. Dei 90 deputati dell'Assemblea regionale, 80 saranno eletti proporzionalmente sulla base di liste di candidati concorrenti nei collegi elettorali provinciali in cui è ripartito il territorio: 20 seggi a Palermo, 17 a Catania, 11 a Messina, 7 ad Agrigento e Trapani, 6 a Siracusa, 5 a Ragusa, 4 a Caltanissetta e 3 ad Enna. I seggi verranno assegnati ai candidati più votati delle liste che abbiano superato lo sbarramento del 5 per cento a livello regionale. Dei 10 seggi che rimangono da attribuire, due sono assegnati rispettivamente al neoeletto presidente della Regione e al migliore dei suoi competitor (ovvero il candidato presidente che si piazza al secondo posto). Gli altri 8 seggi fanno parte del cosiddetto "listino" regionale, composto da 9 candidati incluso il candidato governatore che ne è capolista. E' possibile il voto disgiunto (candidato presidente e candidato parlamentare di una lista differente). Votando la sola lista, il voto va anche al candidato presidente sostenuto da quella lista, ma non il contrario. Il premio di maggioranza scatta quando il presidente non ottiene la maggioranza assoluta, ovvero meno di 54 seggi. (repubblica)

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