martedì 4 settembre 2012

Ricerca immediata della santità

Trovo stucchevole il tentativo di creare quell'aura di beatitudine che accompagna da subito la morte di un dirigente della Chiesa Cattolica. Che l'ex cardinale di Milano C. M. Martini fosse una brava persona non lo metto in dubbio, ma questo tentativo di attribuirgli comportamenti virtuosi a tutti i costi è una cosa francamente antipatica. Il Giorno di oggi cita la reazione immediata dell'allora capo della diocesi milanese dopo il terribile incidente aereo di Linate del 2001 come se si fosse trattato di un atteggiamento eroico e sopra le righe: ma di fronte alla morte di 118 persone, le cui cause fin da subito sono apparse legate ad umane negligenze, che cosa avrebbe potuto dire di diverso? Questa vicenda ricorda i tentativi di individuare miracoli postumi per Woytila, uno modo squallido per ricordare un defunto al di là dei meriti reali. 


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4/09/2012 

Martini e l'ex terrorista uniti nella preghiera

MARTINI VISITA IL CARCERE DI SAN VITTORE

Sulla rivista “Tracce” Marco Barbone racconta per la prima volta del colloquio con l’arcivescovo di Milano

LUCA ROLANDIROMA

La morte del cardinale Carlo Maria Martini, ha risvegliato coscienze, riportato alla mente ricordi e memorie di un passato complicato e spesso tragico dell’Italia degli anni di piombo. E’ stato scritto molto in questi giorni anche dell’episodio, legato alla vita di Martini, della restituzione da parte di alcuni brigatisti di un arsenale di armi da guerra in arcivescovado a Milano.

Su “Tracce”, la rivista internazionale di Comunione e Liberazione, nella sua versione italiana online, per la prima volta dopo molti anni di silenzio e oblio, parla Marco Barbone, ex terrorista della Brigata XXVIII marzo, l'uomo che uccise Walter Tobagi.

Nell’articolo di Davide Perillo, “Quella sera con lui, a parlare di Salmo 50”, Barbone ricostruisce come si arrivò a quell’incontro speciale: chi fece da tramite e come si svolse tra tormenti per il male commesso, i silenzi, la preghiera e la richiesta di perdono.

Barbone racconto di come si preparò l'incontro con il pastore di Milano. Decisiva fu la conoscenza in cella con Padre Adolfo Bachelet, fratello di Vittorio il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e ex presidente nazionale dell’Azione Cattolica, ucciso dalla Br all’Università la Sapienza nel 1980, e suor Teresilla. Entrambi i religiosi accompagnarono nel dialogo e nell’ascolto molti terroristi in carcere. Padre Bachelet gesuita come Martini, fu il tramite di quell’incontro tra il cardinale e il terrorista che è rimasto giustamente riservato per tutti questi anni.

Barbone e Martini si incontrano una sera del 1985  a Piazza Fontana. L'ex terrorista libero, grazie alla legge sui pentiti, parlò a lungo con il cardinale, insieme si soffermarono sulla Bibbia, Salmo 50 “Pietà di me, o Signore, secondo la tua misericordia;nel Tuo grande amore cancella il mio peccato. lavami da tutte le mie colpe…”. Martini in seguito confessò di aver incontrato un ex terrorista senza mai svelarne il nome. Ora Barbone conferma che quell’uomo era lui.

Nell’intervista l’ex terrorista svela inoltre che non fu Martini a celebrare il suo matrimonio il 9 settembre 1986, come spesso si è detto e scritto ma  don Giovanni Barbareschi, un prete noto a Milano amico di don Gnocchi e del cardinale Schuster, che su indicazione dello stesso Martini divenne prima catechista, conferendo i sacramenti a Barbone e poi concelebrante nel rito del matrimonio che allora suscito molte polemiche.

Ancora su Martini Barbone afferma « E’ stato un pastore austero e severo, ma capace di incontrare. Di gettarsi nella mischia. Dal punto di vista culturale, controcorrente. Del resto, Milano è una città ricca di contraddizioni. Chi è a capo di una Diocesi come questa, in qualche modo deve essere controcorrente. E capace di accogliere. Lui lo era».

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