martedì 29 maggio 2012

Terremoto e stragi sul lavoro

"Un signor capannone,
costruito con tutti i crismi"
 
Quello che è successo oggi dimostra come il capitale valga più del lavoro e delle vite umane che rappresenta. Sono stati mandati a lavorare e perire operai che due domeniche fa avevano scampato il triste destino della morte solo in virtù della festività domenicale (e comunque qualcuno ci aveva lasciato la pelle); i dieci giorni dal precedente sisma nella stessa zona non sono serviti ad appurare la stabilità delle strutture in caso di un evento analogo, perché chiudere un'attività per il tempo necessario alle verifiche avrebbe interrotto il ciclo produttivo. Le parole del presidente di Confindustria Squinzi dimostrano l'arroganza del potere oltre il limite del buon senso. I morti e i dispersi hanno avuto la colpa di LAVORARE in evidente assenza di minime condizioni per loro sicurezza ed incolumità, pertanto la coscienza di Squinzi avrebbe dovuto suggerirgli il silenzio.

Squinzi: "'Non e' vero che sono crollati capannoni di carta velina, quelli nel settore della ceramica erano signori capannoni, costruiti con tutti i crismi. Quindi mi sembra che i crolli siano da attribuire alla fatalità. Un sacco di fabbriche ha interrotto l'attività per la paura che siano inagibili e quindi, se ci fosse un'altra scossa, che possa succedere di peggio'' (carlino).

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