venerdì 18 maggio 2012

Si salvini chi può



Se non ci fosse Matteo Salvini bisognerebbe inventarlo. Il consigliere comunale a Milano ed eurodeputato leghista invece del silenzio rispetto ai fatti contestati alla famiglia Bossi, di cui Umberto fondatore e affondatore della Lega Nord, continua ad aprire la sua boccuccia per produrre concetti che a lui risultano essere di senso compiuto. 
Per vent'anni i leghisti sono stati infarciti di slogan contro Roma Ladrona, mentre ora si scopre che i soldi dello Stato invece che a tutti i padani sono stati distribuiti in particolare ad alcuni di loro, segnatamente quelli appartenenti alla famiglia Bossi e al suo cerchio magico.
E gli altri leghisti (Maroni come Salvini) che non si sono mai accorti di come i soldi del finanziamento pubblico al movimento politico cui appartengono venissero in parte distratti per fini personali ora gridano al complotto e si fanno portatori del rinnovamento interno.
La Lega Nord, insieme al Partito Democratico, era uno dei due partiti di massa radicato nel territorio che era in grado di riempire le piazze e di rappresentare alcuni ceti sociali. Le tornate elettorali che si succederanno da qui ai prossimi anni spazzeranno via questi finti difensori della Padania, peccato perché le idee connesse al federalismo, con altri interpreti, avrebbero rappresentato e rappresentano un elemento di innovazione e modernizzazione del Sistema Italia.






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