giovedì 17 maggio 2012

(N)Euro sindrome


L'introduzione dell'euro è stata una mazzata per quasi tutti gli stati che l'hanno adottata quale moneta corrente perché senza una gestione centralizzata della politica monetaria gli stati più deboli sono esposti alla speculazione dei mercati internazionali. L'esistenza della valuta comune si è rivelata una grossa opportunità soprattutto per la Germania, a cui ha garantito la competitività delle esportazioni, e un problema finanziario per quasi tutti gli altri. I PIGS (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna) non potendo ricorrere alla svalutazione della propria moneta a fronte degli attacchi speculativi verso i propri debiti sovrani, sono costretti a pagare salati tassi di interesse per remunerare l'acquisto dei loro titoli di stato nazionali.
La disciplina dell'euro non prevede una prassi di uscita per gli stati che se ne vorrebbero liberare e chi dice che la soluzione alla crisi è l'uscita dall'euro è un ciarlatano. L'adozione di una moneta diversa, come il ritorno della dracma in Grecia, non sembra infatti la panacea di tutti i mali tra svalutazione del nuovo conio (tra il 50 e il 70%), le conseguenze sui beni importati e l'inflazione a due cifre. Elemento non secondario, nel breve e medio periodo l'occupazione non se ne gioverebbe accompagnando il paese al caos sociale.

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