venerdì 11 maggio 2012

M5S come veicolo pubblicitario



Nelle elezioni più o meno parziali che si sono tenute in giro per l'Europa nell'ultimo mese sono esplosi i consensi ai movimenti cosiddetti dell'anti-politica. In Francia la candidata alle presidenziali del Fronte Nazionale ha preso quasi il 20% dei voti, in Germania notevoli consensi per il Partito dei Pirati, in Grecia i neonazisti hanno raggiunto una percentuale di preferenze a doppia cifra. L'Italia non ha fatto eccezione. Il Partito a 5 Stelle di Grillo ha guadagnato il ballottaggio per l'elezione del sindaco in numerosi comuni della penisola totalizzando una quota media di consensi di circa il 10%. Ma se i voti francesi, tedeschi o greci sono afferibili ad una dottrina politica più o meno strutturata, il M5S italiano risulta una promanazione populista di un ex comico, il quale arruola e seleziona direttamente i candidati essendo l'unico depositario del marchio omonimo. E' un partito che usa l'arma della demagogia e che funziona con la struttura del franchising, il candidato che vuole presentarsi con le effigi del M5S deve accettare in toto le regole imposte dal capo, altrimenti è fuori (il partito non è dotato di strutture intermedie e le decisioni sulle espulsioni sono avocate direttamente dal politico genovese e comunicate tramite il suo blog).
I candidati del M5S non devono essere iscritti ad alcun altro partito politico (--> questa è la vera antipolitica); ciò garantirebbe da una parte vergine onestà, dall'altra quell'inesperienza operativa necessaria a non offuscare la stella del padre-padrone fondatore. Eh sì perché il milionario genovese è sceso in campo ma ricopre anche un altro mestiere, quello dell'uomo di spettacolo che vive degli introiti ricavati dagli incassi dei teatri e dai diritti d'autore dei suoi libri e dei suoi DVD.
Dall'indomani del successo elettorale del suo partito, proprio il giorno dopo il boom alle urne, è in vendita sul sito ufficiale di Grillo un bel libro dove ognuno può leggere nel dettaglio cosa intende fare per il Paese. Il "consiglio" che ha mandato ai candidati del M5S di non presentarsi in televisione rientra in questa logica: meno le idee del M5S vengono esposte in pubblico, tanto più lui vende i suoi prodotti. Grillo nel 2006 aveva dichiarato redditi per circa 4 milioni di euro, la contrazione del mercato dell'editoria ne ha diminuito sensibilmente gli introiti; la collaborazione con i Casaleggio, e la fondazione del nuovo partito politico/antipolitico, ha aperto nuovi mercati. Incrementando l'autostima dell'ex comico e convertendone la professionalità da teatrante a capo popolo.

politici sono morti, la politica no. Siamo noi, il nostro territorio, il nostro futuro. Quello che stanno cercando di toglierci. (fonte)




1 commento:

  1. non li fa parlare perche' i grillini sparano minkiate

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