sabato 12 maggio 2012

De profundis Milan

La sconfitta nel derby di domenica scorsa non ha significato solo la perdita dello scudetto da parte degli odiati rossoneri, ma la FINE di un ciclo. 
Domani saranno tanti i giocatori che calcheranno per l'ultima volta il prato milanista di San Siro:

  •  se ne andranno (almeno) Gattuso, Inzaghi, Nesta, Seedorf, Van Bommel e Zambrotta; 
  • i due giocatori più forti hanno dichiarato di non essere pienamente soddisfatti del rendimento della squadra (Ibra, che non perdeva uno scudetto - rubato o non rubato - dal 2003) e di come sono stati affrontati i rientri dagli infortuni (Thiago Silva che rischia di non partecipare come fuoriquota alle Olimpiadi di Londra e che era stato schierato contro il Barca pur non essendo del tutto pronto);
  • rimarranno giocatori ormai bolliti come Ambrosini, Abbiati e Yepes; i "giovani" come Pato (che s'infortuna un po' spesso), Antonini o Abate (il marcatore ideale di Milito) sono imbarazzanti;
  • a centrocampo è difficile pensare che Nocerino ripeta il numero di gol segnati in questo campionato e poggiare il centrocampo sui piedi a forma di ferro da stiro di Muntari potrebbe non rivelarsi una mossa azzeccata;
  • c'è l'allenatore-cameriere Massimiliano Allegri che ha già il foglio di via in mano ma che la società non ha avuto ancora il coraggio di silurare.

Insomma il 4 a 2 del 6 maggio scorso ha forse rappresentato il termine di un'era per A. C. Milan di cui da conservare con soddisfazione rimane ben poco. Felici di aver scritto la parola FINE ad una squadra da seppellire, che nel XXI secolo non è stata neanche l'italiana che ha vinto di più.

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