domenica 1 aprile 2012

Inter 5 Genoa 4

Non bisogna illudersi di aver superato gli ostacoli se l'allenatore subentrante vince la sua prima partita. Dopo Mourinho ci erano già riusciti Benitez e Leonardo. E se all'esordio giochi in casa contro una squadra che non vince da otto turni e che aveva subito 33 gol in 14 partite giocate in trasferta è tutto più facile. 
A decidere la gara sono stati fondamentalmente due fattori: la classe di Diego Milito, autore di una tripletta e che la scorsa estate Branca si è dimenticato di cedere, e l'arbitro Paolo Valeri che inventa due rigori pro Genoa (con un rosso diretto a Giulione Cesar in occasione della seconda massima punizione). 
Da salvare c'è l'esordio positivo di Fred Guarin, nella speranza che possa presto dare il cambio alla coppia di centrocampisti spompati quali sono Cambiasso e Stankovic. 
In difesa Lucio e Samuel ormai sono più bolliti della ricetta piemontese, e se Ranocchia non trova comunque spazio significa che il suo livello di forma è rimasto scarsissimo.
Stramaccioni ha sostituito il modulo anti-storico del suo predecessore Ranieri con un dinamico 4-3-3 con il divieto alle punte esterne di accentrarsi per non rubare lo spazio vitale al Principe; a parte Forlan, che mostra sempre di più caratteristiche tecniche e atletiche similari a quelle del Raimondo Vianello quando partecipava alle Partite del Cuore, se Zarate dovesse confermarsi a questi livelli per i prossimi otto incontri di campionato si potrebbe pure pensare di riscattarlo...
Non è vero che l'Inter non ha più obbiettivi da perseguire: vincere il 6 maggio 2012 potrebbe svoltare la stagione.


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