giovedì 5 aprile 2012

Bertolaso e i terremoti


DisGuido Bertolaso torna a esprimersi in pubblico. E illumina come sa fare lui. Per esempio ci spiega che ci sono tanti friulani in giro per il mondo a causa della tardiva ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976 (al contrario di quanto accaduto per il sisma abruzzese di tre anni fa), che all'Aquila si parla ancora di ricostruzione appunto perché non è stata effettuata ancora alcuna ricostruzione (un indubbio merito questo); per questi non-fatti è indagato e imputato senza alcuna motivazione (anche i magistrati ce l'hanno con lui). Lucide interpretazioni date dai soliti massaggi?
«Si fa sempre l’esempio del Friuli, dimenticando che oggi nelle varie Americhe vivono più friulani di quanti ce ne sono in Italia, proprio a causa del “loro” terremoto»:
 «Mi sento in obbligo di dire una cosa che avrei voluto sentir affermare da molti, se il tema della ricostruzione dell’Aquila è ancora all’ordine del giorno, lo si deve anche al fatto che la città è stata messa in grado di accogliere quasi tutti i suoi abitanti, impedendo uno degli effetti più normali di un sisma, il flusso di emigrati che abbandona le aree terremotate svuotando le città colpite».
«Non sono venuto all’Aquila  non tanto per il disagio che mi ha creato l’etichetta di indagato e di imputato che mi è stata incollata addosso senza alcun fondamento reale, ma perchè mi sono reso conto di esser stato scientificamente trasformato in un fattore di divisione, che è esattamente l’ultima cosa che serve agli aquilani per riprendere nelle loro mani il loro futuro».

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