sabato 24 marzo 2012

Licenziare la Fornero (almeno da ministro)


I quasi sei milioni di iscritti alla CGIL valgono molto meno delle lobby di tassisti, notai o farmacisti. Nessuna liberalizzazione per queste categorie professionali che il governo Monti aveva invocato per fingere di aiutare la ripresa economica e nuova mazzata sui lavoratori, con l'introduzione della possibilità di licenziamento senza giusta causa, nascondendola nelle nebulose e soggettive "motivazioni economiche". La brioche non è andata di traverso alla Fornero, che tanto ha il posto fisso all'Università di Torino ed è illicenziabile. 

Spero gli sia andata di traverso
Un licenziamento dovuto a ragioni disciplinari, per il quale il giudice può ordinare il reintegro, è aggirabile con una motivazione economica e il solo risarcimento da 15 a 27 mensilità? Certo, lo è. L’abuso va contrastato con norme chiare e rigorose. 


Solo l’1 per cento delle pratiche di licenziamento gestite dalla sola Cgil tra il 2007 e il 2011 è sfociato in riassunzioni o reintegri.  (fdb)


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