martedì 28 febbraio 2012

Manifestazioni contro la TAV


Migliaia alla manifestazione No Tav "No all'allargamento del cantiere" In serata è tensione a Porta Nuova

Al corteo in marcia da Bussoleno a Susa i sindaci della Comunità montana e i partiti della sinistra: «Diciamo no a un'opera inutile» (lastampa)

Ai NO-TAV le ferrovie
già costruite piacciono molto.

Ieri è occorso un grave incidente Luca Abbà, precipitato da un traliccio nel comune di Chiomonte dopo aver urtato i cavi dell'alta tensione su cui era salito per opporsi all'inizio dei lavori per la ferrovia ad Alta Velocità Torino - Lione. L'estremo gesto dimostrativo segue le manifestazioni di protesta di sabato 25 febbraio (qui accanto alcune scritte poste dai militanti NO-TAV su uno dei vagoni di un treno che li aveva portati nel capoluogo piemontese). 

Ma, al di là della legittima liceità delle manifestazioni (laddove non infrangono leggi scritte o non scritte appartenenti alla convivenza civile), mi chiedevo a quanto ammonta il consenso politico riservato alle liste elettorali che si oppongono ai lavori della nuova strada ferrata Torino - Lione. A questo scopo mi sono andato a guardare la distribuzione dei voti a Chiomonte (sede del cantiere principale) alle elezioni Regionali del 2010, quasi due anni fa. Su 541 voti validi, i partiti che si oppongono alla TAV hanno preso 59 voti pari all'11% dei voti. L'89% dei cittadini di Chiomonte non si è opposto ai lavori. Non sono solo questi numeri che dicono come chi lotti strenuamente contro la TAV non sia la maggioranza dei residenti in Val di Susa e nel resto del Paese... Si tratta infatti di uno schieramento minoritario variegato e trasversale che va da Beppe Grillo (quale gesto estremo produrrà un libro + DVD intitolato "NO TAV quindi tutti ladri" ?) ai movimenti più radicali e non-non-violenti, alcuni genuinamente contro la grande opera pubblica, altri che vi si oppongono unicamente per poter fare casino. 

La morale sarebbe che, giusta o sbagliata sia la scelta di costruire questa nuova linea ferroviaria, in democrazia le scelte della maggioranza dei cittadini andrebbero rispettate,  limitando magari le manifestazioni di dissenso a forme di lotta legalitarie.  




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