giovedì 12 gennaio 2012

Sussidi alle energie rinnovabili


Le compagnie che producono energia elettrica sul mercato italiano hanno sfruttato i movimenti di opinione ecologisti per organizzare una rete di sussidi ingiustificati a proprio vantaggio. In pratica mentre tante famiglie piccolo-borghesi accontentano la propria coscienza civica giovando di sgravi fiscali per l'installazione di pannelli fotovoltaici, Enel e le altre utility si dividono importi in miliardi di euro a tre cifre. Con la conseguenza che un chilowatt prodotto con energia solare viene a costare quasi sei volte la stessa quantità generata con il petrolio. Così gli ambientalisti sono contenti perché pensano che in questo modo il futuro del pianeta terra sia più in salvo e intanto Edison, che in Francia tramite Edf produce energia nucleare e poi la vende all'Italia, si prende i denari pubblici del Belpaese. 



Nel 2012 stanno andando a regime gli aiuti alle rinnovabili, 160-170 miliardi nel trentennio 2005-2034, con una concentrazione in questo decennio. Un salasso in bolletta senza nemmeno costruire una forte industria manifatturiera nazionale di settore come, invece, si è fatto prima in Germania e poi in Cina. L'ex ministro dell'Industria, Alberto Clò, calcola che nei 12 mesi compresi tra il settembre 2010 e l'agosto 2011 le importazioni di apparati per il fotovoltaico siano ammontate a 11 miliardi, mangiandosi un quinto del saldo manifatturiero. Se si rapporta questo deficit all'energia utile prodotta, dice ancora Clò, l'equilibrio economico si avrebbe con il petrolio a 670 dollari il barile, che salirebbero oltre i mille aggiungendo i sussidi di cui sopra. Nel 2011 la media del barile è stata di 111 dollari. Che può fare la concorrenza davanti agli errori di politica industriale? Può il governo limitarsi a dire pacta sunt servanda ? Magari deve, ma perché per taxi e pensioni non lo sono? (Mucchetti)



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