giovedì 5 gennaio 2012

Rutelli e la luna

Recarsi alle isole Maldive per trascorrere una settimana di ferie non dovrebbe essere una cosa di cui vergognarsi o da dover giustificare, a patto che i redditi che hanno permesso questa vacanza siano stati guadagnati in maniera moralmente lecita. L'immagine di questo ex sindaco di Roma che svolge una professione così dura, con tutti i suoi amici che avevano già visitato le Maldive e che in trent'anni lui e la sempre sapiente Palombelli non siano neanche mai riusciti a fare il viaggio di nozze è un elemento di una struggente tristezza. Malgrado questo perdurante stato di sofferenza, Francesco Rutelli, di ritorno dall'arcipelago asiatico, ha argomentato all'opinione pubblica la probità del suo viaggio. Nessun cittadino retto commenterebbe negativamente il suo operato giacché il corso politico e la relativa cura della res publica del Cicciobello nazionale sono sempre stati limpidi. Quasi.

«Sono al lavoro, e in riunioni, nel mio ufficio. Di rientro da una bellissima vacanza di una settimana. Ho visto che ne ha scritto il Corriere della Sera. Non ero mai stato - a differenza di praticamente tutti i miei amici e di tantissimi italiani - alle Maldive, e debbo dire che avevano ragione loro: è un posto che almeno una volta nella vita va conosciuto», ha premesso. «Ho scelto un anniversario speciale mio e di mia moglie per un viaggio di nozze che non avevamo mai fatto», ha spiegato. «Chiarisco che non ho goduto di alcun privilegio, ho pagato regolarmente - ci mancherebbe - e che i prezzi riportati dal Corriere sono, per quanto mi riguarda, totalmente lunari», ha tenuto a precisare Rutelli. «Questo è tutto. Se qualcuno vuol scriverne in modo diffamatorio, se ne occuperà il mio avvocato», ha poi aggiunto.







REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

CORTE DI CASSAZIONE Sezioni Unite Civili, 25 gennaio 2006, Sentenza n. 1379
(Presidente V. Carbone, Relatore M. Marrone - Ric. Rutelli ed altri)
Omissis

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Così l'impugnata sentenza:
"Con sentenza n. 1544/OOR, depositata il 25 settembre 2000, la Sezione Giurisdizionale per il Lazio condannava - a titolo di risarcimento del danno subito dal Comune di Roma - il Sindaco RUTELLI FRANCESCO, nonché gli assessori e funzionari TOCCI WALTER, LANZILLOTTA LINDA, CECCHINI DOMENICO, PIVA AMEDEO, BORGNA GIOVANNI, SANDULLI PIERO, FARINELLI FIORELLA, MINELLI CLAUDIO, BARRERA PIETRO, GAGLIANI CAPUTO VINCENZO e CORDELLI ADRIANO al pagamento, in favore del "pubblico erario", della somma complessiva di L. 1.090.547.564, oltre interessi, rivalutazione monetaria e spese di giudizio; il tutto ripartito - senza vincolo di solidarietà - tra i singoli soccombenti in funzione della incidenza causale di ciascuno nella produzione del danno.

La condanna traeva origine dal fatto che tutti i summenzionati, quali amministratori o alti funzionari del Comune di Roma, avevano votato o assentito numerose delibere di Giunta, con le quali erano stati conferiti e/o rinnovati incarichi e consulenze professionali esterne in violazione di norme contenute nella legge n. 142 del 1990 e nel d. lgs. n. 29 del 1993, recepiti nello Statuto Comunale e nel Regolamento per l'Organizzazione degli Uffici e dei Servizi dell'Amministrazione Comunale.

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