mercoledì 7 dicembre 2011

La bottega del macellaio

Mario Monti ha presentato i provvedimenti per il risanamento dei conti pubblici. Misure dure che colpiscono con vigliaccheria i lavoratori dipendenti dei ceti medi e bassi e la maggior parte dei pensionati rinunciando a quelle riforme strutturali che la scorsa estate l'Europa aveva richiesto e che erano state tra i motivi della "chiamata" dell'economista a Palazzo Chigi. Invece di colmare l'ingiustizia dell'enorme EVASIONE FISCALE che vige nel nostro Paese, il Professorone ha preferito fare pagare la crisi a quelli che non l'hanno causata ma che ora con i suoi interventi soffriranno ancora di più.


La bottega del macellaio,
 cm. 190 x 271
 Christ Churc of Oxford
(Annibale Carracci - 1585)
Aumento dell'età pensionabile e blocco dell'adeguamento all'inflazione, aumento di 2,5 punti dell'IVA, tassa sulla casa con rivalutazione degli estimi catastali e incremento delle accise sui carburanti. Poi il superbocconiano ha aggiunto alcuni provvedimenti di facciata per persuadere l'opinione pubblica sul fatto che egli sia sul pezzo: eliminazione delle giunte provinciali con riduzione dei consiglieri, taglio di ben 22 (ventidue) posti nelle Authority di controllo, qualche balzello sui beni di lusso e la liberalizzazione della vendita dei farmaci con ricetta medica (questo provvedimento lo ha messo per confermare a se stesso che è un sincero e capace "economista liberista"). Ovviamente nessuna menzione al taglio dei rimborsi elettorali ai partiti, nessuna intenzione di far pagare le tasse alla Chiesa Cattolica, nessuna riduzione dei trasferimenti al Mezzogiorno o nessun provvedimento per elevare l'aliquota massima dell'IRPEF. Questo per non scontentare partiti, Chiesa, Sud e classi abbienti (industriali, affaristi e grandi professionisti) che sono i veri referenti del Governo Monti e che in questo modo verranno lambiti superficialmente dalla sua sagace manovra finanziaria.   






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