domenica 4 dicembre 2011

I ricchi che non si percepiscono come tali


La manovra finanziaria che oggi o domani il Professor Monti presenterà (se ne avrà voglia, altrimenti se fosse girato male la fa e non dice niente a nessuno) potrà incontrare qualche ostacolo a livello mediatico. Gli economisti, quelli importanti che firmano gli editoriali sui quotidiani nazionali, per esempio, non sono contenti di dover pagare più tasse (IRPEF), avendo un reddito oltre i 75mila euro lordi all'anno. E' il caso di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi che nell'articolo di fondo del Corriere della Sera di oggi lamentano che non hanno voglia di versare al fisco di più e nascondono il loro disagio di lavoratori dipendenti che guadagnano una cifra superiore ai € 3800 netti al mese in un cucuzzame di parole di critica al primo ministro bocconiano. A pagina 2 dello stesso quotidiano in un boxettino in alto a destra c'è scritto che gli italiani che verrebbero colpiti dall'elevamento dell'aliquota IRPEF dal 41% al 43% sarebbero 780,000 contribuenti. Non sono poi così tanti e non appartengono sicuramente al ceto medio come il duo Alesina/Giavazzi vorrebbero far credere: anche chi non ha sostenuto più esami di statistica all'università sa bene che se gli italiani sono 60 milioni circa, il numero 780mila è lontano dalla media e dal cosiddetto "ceto medio". Mario Monti è il commissario imposto dall'Europa per "risanare" i conti pubblici italiani ed effettuare interventi di macelleria sociale (e infatti, aldilà degli intenti iniziali, non farà nulla per contrastare quell'evasione fiscale che vale circa il 20% del PIL), ma tra nuove tasse e altri tagli se alzasse l'imposizione fiscale a chi prende 75,000 euro lordi all'anno non sarebbe un grave delitto, anche se a pensarlo sono due professori colleghi del Presidente del Consiglio che si sentono in cuor loro traditi dall'amico neo-senatore.






"Non sono
solo i super ricchi quelli
colpiti dagli aumenti dell’Irpef
che, a quanto leggiamo,
Lei proporrebbe.
75mila euro lordi l’anno
(la soglia oltre la quale inizierebbe
l’aumento dell’aliquota)
corrispondono
a poco più di 3.800 euro
netti al mese."

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