mercoledì 9 novembre 2011

Ibra scrittore di libro


Il libro di Zlatan Ibrahimovic, in uscita venerdì prossimo, punta a far luce su alcuni lati oscuri della sua carriera (non solo sulle crisi nervose di Luciano Moggi). Tipo quando l'Inter l'ha venduto e l'anno seguente ha fatto il Triplete. Ecco alcune anticipazioni della sua fatica letteraria: emozionante come Federico Moccia, impegnata come Fabio Volo e originale come Giorgio Faletti. Il novello Umberto Eco svedese con il suo nasone sarà lo spartiacque otorinolaringoiatra dell'editoria. 

Ibrahimovic infatti non c'era.
"La vera sfida era rompere quei cazzo di gruppetti. Li odiai fin dal primo giorno, e non dipendeva soltanto dal fatto che io venivo da Rosengård, dove ci si mischiava senza problemi: turchi, somali, jugoslavi, arabi. Era anche perché l’avevo visto già molto chiaramente, sia alla Juventus sia all’Ajax: tutte le squadre rendono molto meglio quando fra i giocatori c’è coesione. All’Inter era l’opposto. Là in un angolo stavano seduti i brasiliani; gli argentini stavano in un altro e tutti gli altri in un terzo. Era una cazzata. Così considerai come mio primo grande test da leader porre fine a quella situazione. Andavo in giro e dicevo: «Cos’è questa storia? Perché state lì seduti tra di voi come dei bambini?». Quelle barriere invisibili erano troppo nette. Perciò andai nuovamente da Moratti, e fui più chiaro possibile. L’Inter non vinceva il campionato da secoli. Volevamo andare avanti così? Dovevamo essere dei perdenti solo perché la gente non aveva voglia di parlarsi? «Ovviamente no» disse Moratti. «Ma allora bisogna rompere questi dannati clan. Non possiamo vincere se lo spogliatoio non è unito»". (gazza)

1 commento:

  1. Riprendo un mio tweet di nemmeno 24 ore fa:

    Ibrahimovic, leggendo spezzoni della tua biografia (chi te l'ha scritta?) mi dai la conferma che sei davvero un mentecatto! #Zingaro

    Ciao. :)

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