martedì 18 ottobre 2011

Le elezioni regionali del Molise



Le elezioni regionali del Molise tenutesi il 16 e il 17 ottobre sono state presentate come un banco di prova importante per tastare il polso alla forza delle coalizioni che tra qualche mese (al più nella primavera del 2013) si contenderanno i seggi dei due rami del Parlamento, e quindi del Governo nazionale.


I valori dei risultati di queste elezioni rappresentano un test probante poichè si sono recati alle urne per esprimere la propria preferenza politica circa 180,000 elettori. Rispetto ai sondaggi politico-elettorali che ogni tanto vengono pubblicati su giornali o trasmissioni televisive si tratta di un campione strutturato più che rappresentativo (per intenderci, il TG La7 di Mentana tutt'ora spaccia per sondaggio rappresentativo nazionale le intenzioni di voto di 1000 cittadini interpellati telefonicamente).


I molisani hanno scelto come Governatore Angelo Michele Iorio, presidente uscente del centro-destra al suo terzo mandato consecutivo, che ha battuto per circa 1500 voti Paolo Di Laura Frattura. La sola analisi di questo confronto tra i voti dei candidati alla guida della Regione Molise potrebbe far pensare ad un recupero di consenso del centro-sinistra: non è così. 


La somma dei voti dei partiti della coalizione di CS è calata del 6,6% tra i risultati del 2006 e del 2011 passando dal 47,1% di un lustro fa al 40,5% di oggi; il Popolo della Libertà e i suoi alleati sono cresciuti invece dal 52,9% del 2006 al 56,4% del 2011. Chi preconizzava una fuga di preferenze dal centro-destra dopo tre anni e mezzo di governo Berlusconi verso la sua naturale opposizione politica è stato clamorosamente smentito.


Per quanto riguarda gli scostamenti dei singoli partiti politici, il PdL (che cinque anni fa era ancora diviso tra Forza Italia e Alleanza Nazionale) perde 10 punti percentuali, numericamente più che acquisiti dai movimenti politici dello stesso cartello elettorale. Il Partito Democratico, principale formazione politica alternativa al PdL, non raggiunge il 10% dei consensi mentre cinque anni fa la somma dei voti di Democratici di Sinistra e Margherita aveva "cubato" il 23,3%. L'Italia dei Valori, nella patria del suo fondatore Di Pietro, mantiene l'8,8%. Complice la scarsa comprensione delle regole per le elezioni regionali da parte dei suoi elettori, il Movimento Cinque Stelle di Grillo, che nella scelta del candidato presidente ha raccolto il 5,6%, nel voto di lista si ferma al 2,3% riuscendo a non acquisire alcun seggio.  


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