lunedì 3 ottobre 2011

La Giustizia italiana fa cagare anche lei

Amanda Konx e Raffaele Sollecito sono stati assolti in appello, dall'accusa dell'omicido di Meredith Kercher. Ordinata la scarcerazione. La corte di Assise d'Appello di Perugia ha inflitto ad Amanda Knox una condanna a tre anni di reclusione - gia' scontati - per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. (AGI)

Se i due fidanzatini non sono stati veramente colpevoli dei delitti a loro ascritti, allora è una violenza incredibile il fatto che abbiano trascorso quattro anni in carcere. Se, viceversa, erano colpevoli, un imputato reo (Amanda Knox) viaggerà senza ritorno verso gli Stati Uniti e nel nostro Paese mai ci ritornerà, con o senza una sentenza di condanna della Cassazione, e l'altro (Raffaele Sollecito) scapperà dall'Italia prima della pronuncia della Cassazione. Intanto Rudy Guede deve scontare 16 anni di carcerazione per lo stesso reato commesso giudicato colpevole in corresponsabilità con i due ora assolti: ma lui è di colore, e quindi resterà in prigione (e infatti è già stato condannato). Il funzionamento della Giustizia italiana non fa eccezione rispetto alle altre branche dei servizi pubblici della Penisola: fa - abbastanza - schifo, perché (talvolta) è inefficiente e non funziona bene. Anche se fa audience in TV.


2 commenti:

  1. ciò che veramente non torna è come il Giudizio in un processo, possa essere influenzato da pressioni esterne.
    Si è innocenti o colpevoli, indipendentemente dalla pressioni di potere. Una cosa che detesto è sentire dire: "se aveva un buon avvocato lo assolvevano". Ma cosa vuole dire?!? uno deve essere assolto se è innocente, non se ha un buon avvocato. E' su questo che bisognerebbe riflettere e non lo si è mai fatto, poiché "salterebbe in aria" la categoria degli avvocati

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  2. I tribunali in Corte d'Assise sono fisiologicamente influenzati dall'esterno, a meno di non rinchiudere i giurati per tutta la durata del processo, e anche per i mesi prima.
    Nella Giustizia cosiccome nella sanità o in altri settori della vita pubblica chi ha i soldi ottiene un percorso più facile; è un fatto scandaloso ma tremendamente reale.

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