mercoledì 7 settembre 2011

Ricevuta di ritorno al futuro

Che le Poste Italiane siano poco efficienti è un luogo comune ma è vero. Nell'ultimo anno solare ho utilizzato due volte il servizio postale: una volta per spedire un pacco in Svizzera (e mi è ritornato al mittente perché evidentemente il virus della produttività colpisce anche i postini elvetici) e nell'altra occasione ho inviato direttamente dal sito una raccomandata con ricevuta di ritorno: ci aveva impiegato sei giorni per partire (vedi link interno) ma poi si era messa in moto. 
L'amministratore delegato di Poste Italiane
 si crogiola della precisione con cui
 vengono gestite le raccomandate.
Sono trascorsi tre mesi da allora, e oggi mi è arrivata la ricevuta di ritorno. Un servizio utile e proficuo, se la R/R arriva in pochi giorni poi magari uno si fa prendere dall'emozione e la perde. Poi questa raccomandata l'avevo spedita (in formato elettronico) a Trieste, che da Milano dista 422 chilometri: tra andata e ritorno ha impiegato 26 km al giorno, più di 1000 metri ogni ora. Considerando che era estate (in Pianura Padana il clima è umido e afoso) e che l'autostrada A4 è molto trafficata tutto l'anno ma nei mesi estivi di più, è un ottimo risultato. Dov'è che si lascia la mancia?




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