martedì 2 agosto 2011

Penati partito per la Tangenziale


Aldilà delle indagini della magistratura sul conto di Filippo Penati, ma che bisogno c'era di comprarsi delle azioni della società che gestisce le tangenziali e la Milano-Serravalle? Pagandole pure quasi tre volte il loro valore presunto. Nella sua visione di esimio statista P. probabilmente riteneva strategico che la Provincia di Milano detenesse la quota maggioritaria di un'infrastruttura viaria, i posteri sapranno cogliere l'essenza virtuosa dell'operazione di acquisto.
Mi sfugge a cosa Penati Presidente potesse essere alternativa.

La vicenda è nota: nel luglio 2005, Penati acquista le quote di Gavio portando la Provincia a detenere il 53 per cento di Serravalle. Ma la maggioranza della società era già pubblica e vincolata dal Patto di sindacato tra il Comune e Palazzo Isimbardi. Albertini, allora sindaco di Milano, è furibondo. Penati lo ha messo davanti al fatto compiuto, fa sapere da subito. Il 18.5 per cento detenuto dal Comune in Serravalle vale carta straccia, il patto di sindacato è stato violato. Albertini si rivolge quindi ai giudici sottolineando l’inutilità dell’acquisto da parte della Provincia. A colpire sono anche i numeri dell’operazione: Penati paga 8.973 euro a quota, Gavio le aveva pagate 2.9. Il re delle autostrade, come era definito Gavio, incassa una plusvalenza di 179 milioni. Ora Albertini chiede che sia accertato dove siano finiti quei soldi.(ilgiorno)


Durante una perquisizione della casa di Penati sono stati trovati 11,000 euro in contanti sparsi per casa: è un tipo disordinato oppure voleva evitare che eventuali ladri potessero trovare i soldi?


Le banconote così sono state fotocopiate e messe agli atti. Si tratta di di diciassette tagli da 500, uno da 100 e 48 da 50. Sparse per la casa. Un fatto anomalo oppure normale amministrazione per un politico di alto rango? Perché tale è Penati, oggi indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti assieme a altre 18 persone.(ilfatto)

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