giovedì 4 agosto 2011

Il dogma del mangiare a impatto zero


Non pigliamoci per i fondelli e usciamo dalla retorica: l'impatto zero nell'alimentazione significa NON produrre alcun inquinamento. Ai seguaci della dottrina rappresentata dal titolo di questo post basta però fare finta di niente con le proprie coscienze e magari rompere la minchia al prossimo per instradarlo sulla retta via. Secondo i fanatici talebani del "menu a impatto zero" alimentarsi a tacchino e tonno inquinerebbe il pianeta meno delle bistecche e del salmone. Ma sia il tacchino che il tonno generalmente non crescono sul balcone di chi ne loda il consumo; l'anidride carbonica prodotta dal trasporto di questi cibi risulterebbe - secondo le loro menti illuminate e obnubilate - salutare e auspicabile.




Mangiare e non inquinare
ecco il menu a impatto zero

Avere tacchino e tonno a tavola è più "ecologico" che cibarsi di bistecche e salmone. Così una dieta intelligente abbatte le emissioni. E il Pianeta ringrazia di MAURIZIO RICCI


DALLA LISTA per il supermercato cancellate, nell'ordine: costolette d'agnello, bistecca e hamburger, mozzarella e parmigiano, prosciutto e salmone (almeno quello che i portafogli normali si possono permettere: d'allevamento). Scrivete, invece: tacchino, pollo, tonno, uova. Questo, almeno, se avete a cuore il problema dell'effetto serra e le sorti del pianeta. (repubblica)



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