venerdì 10 giugno 2011

Nucleare, acqua e legittimo impedimento

Il 12 e il 13 giugno prossimi gli italiani saranno nuovamente chiamati alle urne. 
Il motivo è costituito da quattro quesiti referendari abrogativi: pur avendo caratteristiche normative estremamente tecniche, sono stati trasformativi in istanze meramente politiche. 
L'italico popolo bue dovrà scegliere tra rispondere SI' per abrogare quei determinati dispositivi legislativi, NO per mantenerli oppure NON recarsi ai seggi per mantenere lo status quo ante. Evidentemente la scelta tra queste due opzioni (più una) costituiva comunque un disagio per l'italiota. Per venirgli in aiuto i referendum sono stati politicizzati: ovvero chi vota no o si astiene sul nucleare deve sentirsi moralmente corresponsabile e complice della "distruzione atomica di massa" (come se le centrali termoelettriche usate in sostituzione fossero in toto amiche dei polmoni), chi è contrario all'abrogazione delle norme che disciplineranno con maggior efficienza e produttività l'erogazione di alcuni servizi pubblici (come l'acqua) è complice delle multinazionali dell'acqua in bottiglia e di tutti i privati che ci vogliono lucrare e - infine - chi ritiene che un imputato possa richiedere lo spostamento di un'udienza giudiziaria in presenza di giustificati motivi è amico di Berlusconi e della corruzione. 
Non riuscendo a competere con questo popolazione elettorale da "televoto", mi sa che me ne starò caso. Augurandomi che il prossimo referendum abrogativo possa abolire lo strumento stesso del referendum abrogativo. Che dal 1995 non raggiunge - inspiegabilmente - il quorum.

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti NON vengono pubblicati subito.